CANAPA, Cannabis Sativa

Materiale informativo (PDF):

Volantino1 - Volantino2

Scarica le ricette a base di canapa (PDF)

La canapa è una risorsa naturale fondamentale per i quattro bisogni principali dell’umanità: cibo, carburante, fibra e medicine. È una delle piante più produttive in massa vegetale di tutta la zona temperata: una coltivazione della durata di tre mesi e mezzo produce una biomassa quattro volte maggiore di quella prodotta dalla stessa superficie di bosco in un anno. La canapa è stata, tra le specie coltivate, una delle poche conosciute fin dall’antichità sia in Oriente che in Occidente. In Cina essa era usata fin dalla preistoria per fabbricare corde e tessuti, e più di 2000 anni fa è servita per fabbricare il primo foglio di carta. Nel Mediterraneo già i Fenici usavano vele di canapa per le loro imbarcazioni. E nella Pianura Padana la canapa è stata coltivata per la fibra tessile fin dall’epoca romana. Negli anni trenta l’industria della canapa era così fiorente da rappresentare una forte minaccia agli interessi economici della neo-industria petrolchimica. Venne così colpita dal proibizionismo che la criminalizzo e la penalizzò con la censura. Da allora il sostegno alla sua coltura, che in questo momento potrebbe contribuire alla salvezza del pianeta, è venuto a mancare. Ci troviamo ora di fronte al fenomeno di una lenta, offuscata ma pur determinata ripresa.

I semi della canapa sono una delle fonti naturali di cibo più perfettamente bilanciate, garantiscono un buon approvvigionamento di amminoacidi e acidi grassi essenziali così da avere un corpo forte e sano e un sistema immunitario ben funzionante, benessere ed energia vitale. è una delle maggiori fonti di biomassa, con il suo solo apporto si potrebbero sostituire completamente i prodotti dell’industria petrolchimica e nucleare causa dell’80% di inquinamento. la fibra della canapa è la più forte e duratura del regno vegetale, utile per spaghi, corde e tessitura d’abiti più morbidi, caldi e assorbenti del cotone. il suo interno è molto più ricco di cellulosa del legname ed è utile per applicazioni industriali incluse carta, cartone, pannolini e assorbenti, bioedilizia e materie plastiche non tossiche. l’uso più famoso e controverso è quello medico (vedi illustrazione): i fiori di canapa sono fautori di una resina il cui effetto principale è: alleviare i dolori, favorire l’appetito e il sonno, dona calma e benessere( presupposti fondamentali per la guarigione). Sono centinaia le applicazioni mediche: glaucoma, artrite, reumatismi, sclerosi multipla, stress, asma, efisema polmonare, anoressia, tumori, funghi della pelle, herpes e molto altro.

La canapa con i suoi 50.000 derivati che spaziano dalla plastica biodegradabile al carburante pulito dalla carta alla fibra tessile ecologica, da materiali edili resistentissimi a vernici non inquinanti, da cosmetici naturali ad alimenti bilanciati è capace di sostituire tutti i prodotti di consumo. Se si coltiva la canapa per la fibra tessile il raccolto va fatto subito dopo la fioritura, si possono ottenere fibre tessili (20%), stoppa (10%) e legno o canapolo(70%). Se invece si coltiva la canapa per i semi, la parte fibrosa o tiglio è interamente costituita da stoppa, cioè da fibra di qualità inferiore inadatta per l’uso tessile. Dalla stoppa e dal canapolo si ricava una carta bianca e resistente e dall’intero fusto pressato si ottengono pannelli per l’edilizia e la falegnameria. La cellulosa può essere polimerizzata per fare materiali plastici biodegradabili. I semi contengono proteine di alto valore nutritivo e un olio ricco di acido linoleico e linolenico(essenziali per l’organismo).L’olio di canapa e’ anche un’ottima base per prodotti biodegradabili come detersivi cosmetici, smalti, vernici e lubrificanti. L’alta resa in massa vegetale fa della canapa un candidato ideale per la produzione di combustibili da biomasse. Anche il THC e’ stato rivalutato e gli sono state riconosciute proprietà terapeutiche come analgesico,antiemetico,e coadiuvante nel trattamento del glaucoma.

Aspetti Botanici

La canapa appartiene alla famiglia delle Cannabinacee, è una pianta annuale e in natura è dioica, il che significa che nella sua popolazione si trovano più o meno al 50 per cento esemplari che portano soltanto fiori femminili ed esemplari che portano soltanto fiori maschili (si parla di piante maschio e di piante femmina). Prima della formazione dei fiori non è possibile riconoscere il sesso delle piante di canapa. Essendo la popolazione della canapa molto variabile, nel campo si possono trovare soggetti con caratteri molto diversi tra loro, ad esempio si trovano piante che portano sullo stesso stelo fiori maschili e fiori femminili (monoicismo), piante che contengono livelli elevati di THC e piante che ne sono del tutto prive, piante con colorazione delle foglie che varia dal verde chiaro, al verde scuro al violaceo.

Approfittando della variabilità della canapa, nel tempo e con la selezione l’uomo ha creato tante varietà: da fibra, da seme (in genere monoiche), da droga.
Le varietà italiane più conosciute e ancora oggi competitive sono: Carmagnola, CS (Carmagnola Selezionata), Fibranova. Il germoplasma di altre varietà famose come Eletta Campana e Bolognese è andato perduto. Negli ultimi anni l’ISCI di Bologna ha selezionato nuove varietà derivate da quelle tradizionali.

La pianta di canapa

La pianta di canapa ha un fusto eretto la cui altezza può variare da 1 a 4/5 metri in media a seconda delle varietà, delle condizioni pedologiche e climatiche e ancora della densità di semina. Alcuni esemplari, in piemontese detti “lanse”, superano anche i 7 metri. La sezione del fusto può variare da pochi millimetri ad alcuni centimetri. Il fusto è formato da una corteccia esterna di colore verde costituita da fibre tenute insieme da pectine e da una parte interna detta canapulo, di colore bianco molto leggero. La fibra rappresenta il 25/30 per cento del fusto ed è costituita per circa l’82 per cento da cellulosa e per il 6 per cento da lignina; il canapulo rappresenta il 70/75 per cento ed è costituito da circa il 77 per cento di cellulosa e da circa il 19 per cento di lignina, di colore bianco. Più la pianta è grossa più la fibra è grossolana e robusta. Nella stessa pianta la fibra è più grossa verso la radice e più fine verso la cima.

L' apparato radicale è formato da un robusto fittone con esili ramificazioni laterali, che nei terreni sciolti arriva fino alla profondità di 150 cm. Le foglie si sviluppano su ciascun nodo del fusto. Sono prevalentemente opposte, picciolate, palmate, generalmente con sette segmenti lanceolati, acuminati, seghettati e pelosi. Le infiorescenze maschili sono pannocchie composte da numerosi racemi costituiti da un perigonio a 5 pezzi. Cominciano a svilupparsi sull’ascella fogliare almeno 60 giorni dopo la germinazione. Le infiorescenze femminili si formano sulle cime una decina di giorni dopo quelle maschili e assumono la forma a falsa spiga, grossa, diritta e a ciuffo, molto più compatta di quella maschile. L’impollinazione è anemofila. La fioritura in Italia avviene verso la metà di luglio. Le piante maschio cominciano a seccare dopo la impollinazione e sono già secche nel mese di agosto mentre le piante femmina continuano a vegetare fino a fine settembre e oltre perché devono portare a maturazione il seme. Il seme è prodotto dai fiori femminili. E’ costituito da un frutto secco detto achenio, di colore grigio/ verde ovoidale (lunghezza 3-5 mm, larghezza 2-3 mm). Il peso di 1000 semi varia tra i 20/30 gr per le varietà dioiche e i 16/20 gr per le varietà monoiche. La maturazione del seme sulla spiga avviene in modo scalare. E’ molto delicato.

Usi della canapa nelle società moderne

Foglie/fiori

  • Tisane, birra alla canapa, caramelle
  • Olio essenziale, ricavato per distillazione, utilizzato in: profumi e come aromatizzante per alimenti
  • THC ed altri cannabinoidi: uso farmaceutico in circa 100 preparati medicinali ( cura tra l’altro glaucoma, vomito, attacchi di asma, spasmi di diverso genere, analgesico)

Seme

  • Decorticato, utilizzato come alimento ad uso umano ed animale (ricco di proteine)
  • Esche per pesci
  • Olio ricavato da spremitura a freddo: condimento per alimenti, utilizzato nella produzione di margarine, tofu, gelati e simili; integratore alimentare per uso nutraceutico (naturalmente ricco di omega 3 ed omega 6); utilizzato nella produzione di cosmetici e detergenti per l’igiene del corpo; olio prodotto con processi chimici per fabbricazione di detersivi, inchiostri per stampa, colori ad olio, tinte per esterni edifici, lubrificanti, solventi, mastici, biodiesel, combustibile; farina ricavata da spremitura a freddo (panello): uso alimentare umano ed animale, non contiene glutine

Fibre

  • Fibra lunga macerata di pregio per filatura ad umido: tessuti, abbigliamento, arredo casa, calzature, accessori, tele per dipinti
  • Fibra lunga macerata meno pregiata: cordami anche per arredamento, reti, sacchi, teloni, tessuti per rinforzo plastiche petrolchimiche in sostituzione lana di vetro (imbarcazioni), rinforzo PLA, rista per avvolgimento tubazioni fibra corta macerata derivante da scarto della pettinatura della fibra lunga, filati per tappeti e maglieria, imbottitura materassi, pasta di cellulosa per carte speciali (tipo carta moneta e carta dei titoli di stato), pasta di cellulosa per cartine sigarette, cartoni e imballaggi, pannolini, blocchi stampati in pressofusione, guarnizioni per i freni
  • Fibra corta semimacerata: pannelli isolanti e fonoassorbenti per edilizia, termosaldati con poliestere, amido di patate, altri amidi, geotessili per pacciamature, imbottiture per auto
  • Canapulo: intonaci e cappotti isolanti per edifici, blocchi da costruzione costituiti da canapa e calce, mangimi per ruminanti, lettiere per cavalli e piccoli animali, pannelli rigidi per interno auto (cruscotto), pannelli rigidi per fabbricazione mobili, pellet/brichette di qualità, esplosivi, materiale per disoleazione acque inquinate

Per l’uso farmaceutico è utilizzata canapa medicinale perché quella ad uso industriale contiene tenore di THC troppo basso per avere effetti significativi.

ALTRI USI INDUSTRIALI ATTUALI O POSSIBILI DELLA CANAPA

La fibra di canapa ed il canapulo hanno un elevato contenuto di cellulosa.

Carta, cartoni, pannolini - Fino a fine Ottocento dal 75 al 90 per cento della carta era fatta di canapa (prodotta riciclando gli stracci). La carta di canapa ha durata ultramillenaria, sono in carta di pura canapa i libri stampati più antichi del mondo. INSERIRE FOTO 46 Oggi il 93 per cento della carta è ricavata dal legno degli alberi (pasta di cellulosa di pioppo e di pino) e deve subire pesanti trattamenti chimici per essere sbiancata.
La pasta di cellulosa di canapa viene ancora usata per le carte più pregiate, come le cartine delle sigarette e la carta moneta. Importanti ricerche eseguite in Italia negli anni ’70 indicavano la canapa come una delle principali fibre per produrre carta. Per la produzione di carta l’Italia importa oggi poco meno di 1 milione di tonnellate di pasta di cellulosa da alberi mentre per la produzione di pannolini e pannoloni l’importazione di pasta di cellulosa arriva a 1,2 milioni di tonnellate.

Plastica - La cellulosa è un polimero organico biodegradabile. Le prime materie plastiche, chiamate celluloide, vennero prodotte in America da cellulosa di cotone. Oggi la materia prima per la produzione di nylon ed altri polimeri sintetici (plastiche di ogni genere) è il catrame, risorsa fossile non biodegradabile. Plastiche sintetiche e plastiche organiche hanno la medesima utilizzazione finale. La differenza sta nella scelta della materia prima, nell’impatto ambientale dei processi di lavorazione, nella possibilità di smaltimento. Negli ultimi anni si è diffuso, per la produzione di plastica biodegradabile, l’impiego di polimeri organici ricavati soprattutto dal mais. La canapa, grazie alla sua elevata produzione di cellulosa, può essere utilizzata come materia prima per la produzione di plastiche. Sono già stati realizzati in plastica di canapa particolari di serie per alcune automobili (specchietti retrovisori) e sono in sperimentazione vasi e supporti per l’agricoltura.

Solventi, oli lubrificanti, oli combustibili - Con estrazione chimica si ottiene dal seme di canapa un 25 per cento circa di olio ad uso industriale, molto utilizzato prima dell’avvento dei solventi chimici di sintesi (tossici). Nel 1935 negli USA furono usate 58mila tonnellate di semi di canapa per tinte e vernici. Nel ‘700 a Genova si impiegava, in alternativa all’olio di lino, olio di seme di canapa nella tinteggiatura degli esterni degli edifici, per migliorare la resistenza alla salsedine. Fino all’Ottocento l’olio di semi di canapa fu il più usato nel mondo per l’illuminazione, da allora e fino al 1870 fu superato dall’olio di balena e poi dal petrolio. Nel 1941 Ford presentò un’auto con carrozzeria in fibra vegetale, fra cui canapa. La plastica ricavata da queste fibre poteva sopportare urti 10 volte più forti dell’acciaio. Il peso totale del veicolo era circa 2/3 di quello di un’auto normale. Ford aveva anche progettato di rifornire i suoi veicoli con carburante ricavato da vegetali ma fu ostacolato prima dalla proibizione dell’alcool, poi dalla proibizione della canapa. Così, per alimentare i veicoli venne usato il petrolio.

Alimentazione e salute

Il contributo che il seme di canapa e l’olio e la farina che se ne ricavano possono dare alla salute dell’uomo è stato riconosciuto dal Ministero della Salute con Circolare in data 22 maggio 2009.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda per la popolazione l’assunzione di acidi grassi polinsaturi omega 6 ed omega 3 in proporzione da 4/1 fino a 6/1, per prevenire o curare le malattie più diffuse nelle società moderne (colesterolo non HDL alto, trigliceridi nel sangue, diabete, artrite reumatoide, artrosi, asma, psoriasi ed eczema atopico, lupus, altre malattie autoimmuni in genere, sindrome premestruale, depressione).

I semi di canapa, che non contengono mai THC (droga), contengono naturalmente omega 6 ed omega 3 in rapporto 3/1, che in natura è quello più vicino al rapporto raccomandato dall’OMS. Analogo rapporto si trova soltanto nell’olio di pesce, che deve essere chimicamente trattato. L’associazione della assunzione di olio di semi di canapa con l’impiego in cucina di olio extravergine di oliva per condire (l’olio di oliva contiene omega 6) fa raggiungere il rapporto ottimale.

L’olio di semi e la farina di semi di canapa sono considerati dai nutrizionisti “vaccino nutrizionale”, alimento che, introdotto nella dieta giornaliera, rinforza e regola la risposta del sistema immunitario, del sistema ormonale e del sistema nervoso nei confronti delle aggressioni dell’ambiente.

Numerose ricerche hanno dimostrato l’efficacia dell’impiego dell’olio di semi di canapa in funzione preventiva per la salute. La sua assunzione in presenza di patologie e di impiego di farmaci ha dimostrato di portare a miglioramenti del quadro clinico. Naturalmente in questi casi l’impiego deve essere concordato con il proprio medico.

Il seme di canapa e gli alimenti derivati contengono altri importanti componenti tra cui in particolare proteine che comprendono tutti gli aminoacidi essenziali, in proporzione ottimale e in forma facilmente digeribile. E’ quindi alimento ideale per vegani e vegetariani.

L’olio di canapa viene estratto per spremitura a freddo dai semi che si formano dai fiori femminili all’incirca a metà luglio. Ha un gusto gradevole, può essere usato a crudo per condire, oppure essere assunto come integratore.



Fonti: www.assocanapa.it - www.pianteinnovative.it